Sput9

scritto da Giullare della morte
Scritto 23 ore fa • Pubblicato 7 ore fa • Revisionato 7 ore fa
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Autore del testo Giullare della morte

Testo: Sput9
di Giullare della morte

Il mio posto è nei silenzi con
Il mare inghiotte la luna
e ne sputa il pallore sul paese,
bagnandola, inargentandola.
Invaso da piccole e sgargianti formiche,
credersi tanti infallibili e possenti oracoli
o strilloni che annunciano la nuova novella,
rinnegando la vecchia novella,
strappandole la memoria.
Sono un giullare senza storie
da raccontare,
nessun sorriso
da cavare dalle bocche degli abitanti,
nessun applauso da ricordare,
ma solo scroscianti silenzi.
Ogni tanto sudicio l'anima per sentirmi umano,
ogni tanto lavo i peccati
con gli sputi, per unguantarmi gli occhi di chi è come me
ma pensa che non è come me,
perché chiude gli occhi quando pecca.
Nessuna fede è appesa al collo,
per questo la mente non è pesante.
Io sono uno zingaro che ogni
tanto scova radici uguali nella melma del presente, ma non fa corteccia.
Confessore delle oscure comete
che non hanno nessun cielo per splendere,
per poi obliarsi in una lucente chimera.
Io sono quel che vuoi che io sia:
pagliaccio,
peccatore,
santo o stronzo.
Tu in me vedrai la tua ombra fatta carne.
Sarò quel che vorrai vedere
o vorrai sentire,
per renderti felice
e per un po' farti sentire una spanna sopra alla cloaca.
Io la penserò così, e sarò uno di voi, promesso.
Ma solo dopo che la morte non mi permetterà più di parlare, scrivere, pensare...
E, soprattutto, io sarò uno di voi quando la luna non si farà più inghiottire dal mare.
Così non avrà più della salata e inargentata saliva da sputarvi addosso.
Sput9 testo di Giullare della morte
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